Domenico Quaceci

"C'è così tanto da scoprire e così poco tempo"

BIOGRAFIA

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Le influenze musicali che si ricevono da bambino sono dettate, com’è giusto che sia, dagli ascolti musicali che avvengono in casa e nel caso di Domenico Quaceci si spaziava dalla musica classica al rock: dalle sinfonie di Beethoven e dalla musica sinfonica in generale, al prog-rock-eclettico (in alcuni casi anche sinfonico) dei Queen, fino anche alla musica italiana. La curiosità per la musica classica prende il sopravvento quando Domenico, in tenera età, incuriosito dal pianoforte presente già a casa, inizia a suonare ad orecchio alcune melodie tratte dai brani che è abituato ad ascoltare (l’Inno alla Gioia e la “Pastorale” di Beethoven). All’età di 10 anni intraprende gli studi di pianoforte, privatamente, fino all’età di 13 anni.

È in questi anni che si formano le sue solide basi musicali: studia le Suite inglesi di Bach, il Clavicembalo ben temperato, diverse Sonatine di Beethoven, di Mozart, gli studi di Czerny, di Chopin ed altro repertorio pianistico estremamente formativo dal punto di vista tecnico oltre che musicale.

A 13 anni, trasportato dall’accentuarsi della passione nei confronti della Musica Pop, Domenico intraprende lo studio della chitarra insieme ad alcuni amici, e forma un gruppo musicale, i Caleidø. A causa dei troppi impegni di studio (chitarra, pianoforte e scuola), Domenico decide di abbandonare, ma solo temporaneamente, gli studi classici collegati al pianoforte, per approcciarsi da autodidatta allo studio di di un repertorio pianistico più moderno e più vicino ai propri interessi del periodo: Allevi, Einaudi, Cacciapaglia, Yann Tiersen.

A 18 anni, terminata la scuola superiore, intraprende gli studi universitari in Scienze biologiche presso l’università di Catania e contemporaneamente riprende gli studi classici di pianoforte presso l’Istituto musicale parificato V. Bellini di Catania.
Oggi ha già conseguito la Laurea triennale in ambedue le facoltà e sta completando gli studi specialistici in entrambi i settori.Tra i vari compositori Classici, Domenico è particolarmente affezionato a Beethoven, proprio per via del background personale dell’infanzia, o forse grazie anche alla bellezza dei sapienti intrecci di melodia e ritmo caratteristici del compositore tedesco. Parallelamente a questa passione, continua a portare avanti tutt’ora anche la passione per la musica Pop e Rock. Studiando presso l’Istituto Musicale V. Bellini di Catania, Domenico riscopre l’arte tecnica e compositiva del contrappunto e della fuga (Bach), studia in modo più approfondito la prassi esecutiva del periodo romantico (Brahms e Chopin), la musica “pura” (Liszt) e le tecniche moderne (Debussy).

 

Proprio Debussy resta profondamente impresso nell’animo di Domenico Quaceci condividendo in pieno con lui il pensiero filosofico-musicale collegato all’arte pittorica e il suo essere chiaro anticipatore della musica moderna.

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